La pompa di calore in breve
| Domanda | Risposta sintetica (valido al 14/10/2026) |
|---|---|
| Che cosa fa? | Sposta calore da una sorgente esterna (aria, terreno, acqua) all'interno, usando elettricità per far girare un compressore |
| Quanto rende? | Lo dice lo SCOP, l'efficienza media stagionale: un valore di 3,5 significa circa 3,5 kWh di calore per 1 kWh elettrico |
| Funziona con i termosifoni? | Spesso sì, se in inverno i radiatori scaldano la casa con acqua a 50–55 °C; altrimenti servono verifiche o modelli ad alta temperatura |
| Quanto costa? | Intervalli orientativi più avanti: da qualche migliaio di euro per un sistema aria-aria a cifre molto più alte per un aria-acqua o un geotermico |
| Che detrazione c'è nel 2026? | Ecobonus: 50 % abitazione principale, 36 % altri immobili, limite di detrazione 30.000 € per unità (vademecum ENEA) |
| C'è un'alternativa alla detrazione? | Il Conto Termico 3.0 del GSE, contributo diretto non cumulabile con la detrazione sulla stessa spesa |
Che cos'è una pompa di calore
Una pompa di calore è una macchina che trasferisce energia termica da un ambiente più freddo a uno più caldo. Il principio è lo stesso del frigorifero di casa, che toglie calore dagli alimenti e lo scarica dalla griglia sul retro. La pompa di calore per il riscaldamento fa il percorso al contrario: prende calore dall'aria esterna, anche quando fuori ci sono pochi gradi, e lo cede all'acqua dei termosifoni, dei pannelli radianti o direttamente all'aria delle stanze.
Il motivo per cui se ne parla tanto è il rapporto tra energia consumata ed energia resa. Una caldaia trasforma il gas in calore e nel migliore dei casi restituisce poco meno del 100 % dell'energia del combustibile. Una pompa di calore elettrica usa l'elettricità per spostare calore che esiste già nell'ambiente esterno, e per questo restituisce più energia di quella che assorbe dalla rete. Il ciclo frigorifero, con compressore, condensatore, valvola di espansione ed evaporatore, è spiegato passo per passo nella pagina su come funziona la pompa di calore.
Quali tipi di pompa di calore esistono
Le pompe di calore si classificano con due parole: la prima indica da dove prendono il calore, la seconda a chi lo cedono.
| Tipo | Sorgente | Cosa scalda | Uso tipico in casa |
|---|---|---|---|
| Aria-aria | Aria esterna | Aria interna, tramite split o canalizzati | Il comune condizionatore con pompa di calore, che raffresca d'estate e scalda d'inverno |
| Aria-acqua | Aria esterna | Acqua per termosifoni, pavimento radiante, fan coil e spesso acqua calda sanitaria | Sostituzione della caldaia nelle case singole e nelle villette |
| Geotermica (terra-acqua) | Terreno, con sonde verticali o collettori orizzontali | Acqua dell'impianto | Nuove costruzioni o grandi ristrutturazioni con spazio e budget per le perforazioni |
| Acqua-acqua | Falda o acqua superficiale | Acqua dell'impianto | Casi particolari, con autorizzazioni per il prelievo |
| Scaldacqua a pompa di calore | Aria del locale o esterna | Solo acqua calda sanitaria | Sostituzione del boiler elettrico: vedere lo scaldabagno a pompa di calore |
Esistono anche i sistemi ibridi, che combinano in un'unica macchina una pompa di calore e una caldaia a condensazione: la centralina sceglie quale generatore usare in base alla temperatura esterna e ai prezzi impostati. Sono la soluzione di passaggio più diffusa per chi ha termosifoni dimensionati per acqua molto calda o una casa poco isolata. Se ne parla anche nella guida alla caldaia a condensazione.
COP e SCOP: i numeri da leggere nella scheda tecnica
Il COP (coefficient of performance) è il rapporto tra calore reso ed energia elettrica assorbita in una condizione di prova precisa, per esempio aria esterna a 7 °C e acqua in uscita a 35 °C. Un COP di 4 significa 4 kWh di calore per 1 kWh elettrico, ma solo in quel punto di prova. Lo SCOP (seasonal COP) è più utile per i conti, perché media le prestazioni su tutta la stagione di riscaldamento di un clima di riferimento.
Due regole pratiche aiutano a leggere i numeri:
- più è bassa la temperatura dell'acqua mandata ai terminali, più la pompa rende: un impianto a pavimento a 35 °C fa lavorare la macchina meglio di termosifoni a 55 °C;
- più è freddo fuori, più il rendimento cala: lo stesso apparecchio ha uno SCOP più basso a Belluno che a Bari.
Per confrontare due preventivi, chiedete lo SCOP alla temperatura di mandata che userà davvero il vostro impianto (35 °C o 55 °C) e per la zona climatica corretta. Le definizioni di COP, SCOP ed EER sono raccolte anche nel glossario dell'energia.
Pompa di calore o caldaia a gas: quanto si spende all'anno?
Il confronto dipende da tre numeri: il fabbisogno di calore della casa, il prezzo dell'elettricità e quello del gas. Ecco un esempio con ipotesi dichiarate, puramente illustrativo.
Ipotesi. Casa di 100 m² in zona climatica E con isolamento medio; fabbisogno di calore utile di circa 9.900 kWh all'anno; caldaia a condensazione con rendimento medio stagionale 0,92; gas a 0,11 €/kWh (circa 1,05 €/Smc); pompa di calore con SCOP 3,5; elettricità a 0,28 €/kWh tutto compreso.
- Caldaia: 9.900 ÷ 0,92 × 0,11 = circa 1.180 € di gas all'anno
- Pompa di calore: 9.900 ÷ 3,5 × 0,28 = circa 790 € di elettricità all'anno
- Differenza indicativa: circa 390 € all'anno a favore della pompa di calore
Con SCOP 2,8, valore realistico con termosifoni a temperatura alta, il costo elettrico sale a circa 990 € e il vantaggio si riduce a meno di 200 €. Con elettricità a 0,35 €/kWh e SCOP 2,8 la pompa costerebbe più del gas. Il rapporto tra prezzo dell'elettricità e prezzo del gas pesa quanto l'efficienza della macchina. Chi ha o prevede un impianto fotovoltaico abbassa il costo medio dell'elettricità consumata, soprattutto nelle mezze stagioni. Per rifare il conto con i vostri dati c'è il calcolatore della pompa di calore.
Quanto costa una pompa di calore nel 2026?
I prezzi dipendono da zona, potenza e installatore; chiedere almeno tre preventivi. Come ordine di grandezza, arrotondato e IVA inclusa:
| Soluzione | Intervallo orientativo installato | Cosa lo fa variare |
|---|---|---|
| Condizionatore aria-aria monosplit (2,5–3,5 kW) | 1.000–2.000 € | Marca, tubazioni, posizione dell'unità esterna |
| Aria-acqua per casa singola (6–12 kW) | 8.000–16.000 € | Potenza, accumulo per l'acqua calda, adeguamenti dell'impianto |
| Sistema ibrido factory made | 6.000–12.000 € | Potenza della caldaia e della pompa, centralina, canna fumaria |
| Geotermica con sonde | da 20.000 € in su | Metri di perforazione, geologia, pratiche |
Sono intervalli orientativi, non prezzi. Le voci che spostano il totale, dalla potenza all'accumulo inerziale, dalle pratiche alla rimozione della vecchia caldaia, sono analizzate nella pagina sul prezzo della pompa di calore.
Funziona con i termosifoni esistenti?
È la domanda più cercata e la risposta corretta è: dipende dalla temperatura dell'acqua che servirà nei giorni più freddi. I radiatori in ghisa o alluminio delle case anni Settanta e Ottanta erano dimensionati per acqua a 70–80 °C. Se nel frattempo sono stati cambiati gli infissi o isolato il sottotetto, spesso bastano 50–55 °C, temperatura che molte pompe aria-acqua raggiungono con un rendimento accettabile.
Una prova semplice si fa già con la caldaia attuale: si abbassa la temperatura di mandata a 50–55 °C in una settimana fredda e si controlla se la casa resta confortevole. Il metodo, le alternative (radiatori più grandi, fan coil, macchine ad alta temperatura, ibrido) e gli errori da evitare sono nella guida pompa di calore per termosifoni.
Quale potenza serve?
La potenza si sceglie dal calcolo delle dispersioni dell'edificio secondo la norma UNI EN 12831, compito di un termotecnico. Come primo orientamento si usa una regola empirica in watt per metro quadro: 30–40 W/m² per case ben isolate, 50–60 W/m² per isolamento medio, 80 W/m² e oltre per edifici datati. Una casa di 100 m² con isolamento medio in zona E arriva così a circa 6–7 kW.
Sovradimensionare è un errore frequente: una pompa troppo grande si accende e spegne spesso, rende meno e costa di più. Ridurre prima le dispersioni, con un cappotto termico o infissi nuovi, permette spesso di scegliere una macchina più piccola. Ricordate anche il contatore: una pompa aria-acqua da 8–10 kW termici assorbe qualche kW elettrico, e con piano a induzione e lavatrice accesi i 3 kW di molti contratti domestici possono non bastare.
Quali incentivi ci sono nel 2026?
Le strade sono due e si sceglie l'una o l'altra per la stessa spesa.
- Ecobonus (detrazione IRPEF/IRES). Secondo il vademecum ENEA sulle pompe di calore aggiornato al 23/09/2026, per le spese 2025 e 2026 la detrazione è del 50 % sull'abitazione principale e del 36 % sugli altri immobili; nel 2027 scende al 36 % e al 30 %. Il limite massimo di detrazione è di 30.000 € per unità immobiliare. L'intervento deve essere una sostituzione, integrale o parziale, dell'impianto di riscaldamento esistente, non una nuova installazione. Per i lavori iniziati dal 4 febbraio 2026 la pompa deve rispettare anche requisiti di efficienza stagionale (SCOP, SEER, SPER) previsti dal D.Lgs. 5/2026. La scheda va inviata all'ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori.
- Conto Termico 3.0 (contributo del GSE). Incentiva la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con pompe di calore elettriche o a gas. Secondo la pagina del GSE, l'importo si calcola su massimali legati a produzione stimata e SCOP, ed è erogato in un'unica rata fino a 15.000 €. Percentuali e tetti dipendono da zona climatica, potenza e beneficiario.
La spesa per la pompa di calore rientra anche tra gli interventi del bonus ristrutturazione, come indica la guida dell'Agenzia delle Entrate di febbraio 2026. Quale detrazione convenga dipende dai lavori complessivi e dal tetto di spesa: le differenze sono spiegate nelle pagine su Ecobonus, Conto Termico 3.0 e detrazioni ristrutturazione 2026. La rata annuale si stima con il calcolatore detrazione.
A chi conviene e a chi meno
La pompa di calore dà il meglio quando si verificano insieme alcune condizioni. Conviene di più:
- nelle case con dispersioni contenute o già migliorate (cappotto, infissi, tetto isolato);
- con pavimento radiante, fan coil o radiatori che scaldano bene a 45–55 °C;
- in zone climatiche miti o intermedie, dalla A alla E;
- a chi ha un impianto fotovoltaico o un contratto elettrico competitivo;
- a chi deve comunque sostituire una caldaia vecchia e può accedere agli incentivi.
Conviene meno, o richiede più attenzione, in edifici molto disperdenti con termosifoni piccoli, in alta montagna, nei condomini dove non c'è spazio per l'unità esterna o il regolamento la vieta, e quando il prezzo dell'elettricità è molto alto rispetto a quello del gas. In questi casi un sistema ibrido o un intervento sull'involucro prima dell'impianto possono dare risultati migliori.
Gli altri apparecchi a pompa di calore in casa
La stessa tecnologia è già presente in molti elettrodomestici. L'asciugatrice a pompa di calore consuma molto meno di un modello a condensazione tradizionale. Lo scaldabagno a pompa di calore sostituisce il boiler elettrico e taglia i consumi per l'acqua calda. Il condizionatore inverter con pompa di calore può scaldare stanze singole a costi spesso inferiori a quelli del gas. Per stimare quanto pesano in bolletta c'è la pagina sui consumi degli elettrodomestici.
Da dove cominciare: cinque passi
- Raccogliete i consumi di gas degli ultimi due anni (in Smc) e il prezzo che pagate per gas ed elettricità.
- Fate la prova dei termosifoni a 50–55 °C in una settimana fredda.
- Stimate potenza e costi con il calcolatore, poi chiedete a un tecnico il calcolo delle dispersioni.
- Chiedete almeno tre preventivi con le stesse voci: modello, potenza, SCOP alla vostra temperatura di mandata, accumulo, pratiche, garanzie. La guida ai preventivi per gli impianti aiuta a confrontarli.
- Prima di pagare, scegliete tra Ecobonus e Conto Termico e controllate i requisiti tecnici sulle fonti ufficiali.
Eco-Logica è un progetto editoriale indipendente: non installa impianti e non vende prodotti energetici. Le fonti ufficiali restano GSE, ENEA e Agenzia delle Entrate. Informazioni normative valide al 14/10/2026.
Tutte le guide: pompe di calore
Domande frequenti
Una pompa di calore consuma tanta elettricità?
Dipende dal fabbisogno della casa e dallo SCOP. Con un fabbisogno di 9.900 kWh di calore all'anno e uno SCOP di 3,5 servono circa 2.800 kWh elettrici. Con SCOP 2,8 ne servono circa 3.500. Per una famiglia che consuma già 2.700 kWh l'anno il consumo elettrico totale può quindi più che raddoppiare, mentre sparisce la bolletta del gas per il riscaldamento.
La pompa di calore funziona quando fuori fa sotto zero?
Sì. Le pompe aria-acqua moderne lavorano di solito fino a −15 °C o −20 °C secondo la scheda tecnica, ma con un rendimento più basso. Nelle zone fredde si dimensiona la macchina sulla temperatura di progetto del Comune e si valuta un sistema ibrido o una resistenza integrativa per i pochi giorni più rigidi.
Che detrazione spetta per la pompa di calore nel 2026?
Con l'Ecobonus il 50 % sull'abitazione principale e il 36 % sugli altri immobili per le spese 2026, con un limite massimo di detrazione di 30.000 € per unità immobiliare, secondo il vademecum ENEA. Serve la sostituzione di un impianto esistente e l'invio della scheda all'ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori. In alternativa si può chiedere il Conto Termico 3.0.
Si possono sommare Ecobonus e Conto Termico?
Non sulla stessa spesa. Il Conto Termico 3.0 è un contributo erogato dal GSE e per i privati non si cumula con la detrazione fiscale relativa allo stesso intervento. Si sceglie l'uno o l'altro dopo aver confrontato importo, tempi di incasso e capienza IRPEF: il contributo arriva in tempi brevi, la detrazione in dieci rate annuali.
Quanto dura una pompa di calore?
La durata dipende da qualità, dimensionamento e manutenzione. Una macchina dimensionata correttamente, che non si accende e spegne di continuo, dura di più. Chiedete in preventivo gli anni di garanzia sul compressore e sull'unità completa, le condizioni per mantenerla valida e il costo del controllo periodico previsto dal libretto d'impianto.
Serve un permesso per installare l'unità esterna?
Dipende da tipo di macchina, potenza e posizione: in molti casi domestici non serve un titolo edilizio, ma vanno verificati vincoli paesaggistici, regolamento edilizio comunale e, in condominio, il regolamento condominiale su facciate e parti comuni. Conta anche il rumore: l'unità esterna va posizionata lontano dalle finestre dei vicini e nel rispetto dei limiti acustici locali.