In breve: termosifoni e pompa di calore
| Situazione | Cosa aspettarsi |
|---|---|
| La casa resta calda con mandata a 45–50 °C | Condizione favorevole: pompa aria-acqua standard, buon rendimento |
| Servono 55 °C nei giorni più freddi | Fattibile con molte macchine, rendimento più basso; valutare qualche radiatore più grande |
| Servono 65–70 °C | Pompa ad alta temperatura, sistema ibrido o interventi su radiatori e involucro |
| Radiatori piccoli in casa poco isolata | Prima ridurre le dispersioni, poi scegliere il generatore |
Perché la temperatura dell'acqua è il punto decisivo
Una pompa di calore rende tanto meglio quanto minore è la differenza tra la temperatura della sorgente (l'aria esterna) e quella dell'acqua che deve produrre. Per questo le stesse macchine dichiarano spesso due valori di efficienza: uno con acqua a 35 °C, tipica dei pavimenti radianti, e uno con acqua a 55 °C, tipica dei termosifoni. Il secondo è sempre più basso. Il meccanismo è spiegato nella pagina su come funziona la pompa di calore.
Le caldaie tradizionali, invece, mandavano ai radiatori acqua a 70–80 °C senza grandi differenze di consumo. Molti impianti italiani sono stati quindi dimensionati con radiatori più piccoli di quanto servirebbe a bassa temperatura. La domanda da porsi riguarda quindi la temperatura minima dell'acqua con cui la casa resta confortevole quando fuori fa più freddo.
Quanto calore danno i radiatori a bassa temperatura?
La potenza di un radiatore dichiarata nel catalogo si riferisce di solito a una differenza di 50 °C tra la temperatura media dell'acqua e quella dell'aria della stanza (per esempio acqua tra 75 e 65 °C con stanza a 20 °C). Abbassando la temperatura, la resa cala più che in proporzione, secondo la curva caratteristica del radiatore definita dalla norma UNI EN 442.
| Acqua in mandata / ritorno | Differenza media con la stanza a 20 °C | Resa indicativa rispetto al catalogo |
|---|---|---|
| 75 / 65 °C | 50 °C | 100 % |
| 65 / 55 °C | 40 °C | circa 75 % |
| 55 / 45 °C | 30 °C | circa 50 % |
| 45 / 40 °C | 22,5 °C | circa 35 % |
Valori calcolati con l'esponente tipico di 1,3; ogni modello ha il suo, indicato dal produttore. La tabella spiega perché tante case funzionano bene lo stesso: i radiatori erano spesso sovradimensionati e, dopo infissi nuovi o tetto isolato, la casa ha bisogno di meno calore di quello per cui erano stati scelti.
La prova pratica dei 55 °C con la caldaia attuale
Prima di chiedere preventivi si può fare una verifica gratuita con la caldaia che c'è già.
- Aspettate una settimana fredda, con temperature vicine alle minime della vostra zona.
- Impostate sulla caldaia una temperatura di mandata di 55 °C, o 50 °C se ci si riesce, disattivando eventuali funzioni che la alzano in automatico.
- Tenete l'impianto acceso con orari più lunghi e costanti, come lavorerebbe una pompa di calore.
- Controllate per qualche giorno se tutte le stanze raggiungono 20 °C. Annotate quelle che restano fredde.
Se la casa resta confortevole, i radiatori sono probabilmente adatti. Se una o due stanze non ce la fanno, di solito basta sostituire o aggiungere quei radiatori. Se è fredda tutta la casa, servono verifiche più ampie. La prova non sostituisce il calcolo delle dispersioni secondo UNI EN 12831, che resta compito del termotecnico, ma evita preventivi al buio.
Le soluzioni se i termosifoni non bastano
Radiatori più grandi o ventilati
Sostituire i radiatori delle stanze critiche con modelli più grandi, o con radiatori ventilati che spingono l'aria con piccoli ventilatori, aumenta la resa a bassa temperatura. È spesso la soluzione meno costosa quando i problemi sono limitati a pochi locali.
Fan coil (ventilconvettori)
I fan coil lavorano bene con acqua a 35–45 °C e possono anche raffrescare d'estate. Richiedono uno scarico della condensa se usati in raffrescamento e producono un leggero rumore di ventilazione.
Pompa di calore ad alta temperatura
Alcune macchine aria-acqua, spesso con refrigerante R290 (propano), producono acqua fino a 70 °C e oltre secondo la scheda tecnica. Permettono di non toccare i radiatori, ma con acqua così calda il rendimento scende e la bolletta elettrica sale. Prima di sceglierle conviene sapere quanti giorni all'anno serviranno davvero le temperature alte.
Sistema ibrido
Il sistema ibrido abbina in un'unica macchina una pompa di calore e una caldaia a condensazione: la pompa copre la maggior parte della stagione, la caldaia interviene nei giorni più freddi o quando serve acqua molto calda. Per l'Ecobonus il vademecum ENEA sui sistemi ibridi richiede, tra l'altro, che pompa e caldaia siano concepite per funzionare insieme, che il rapporto tra potenza della pompa e potenza della caldaia sia al massimo 0,5 e che, dove tecnicamente possibile, siano installate valvole termostatiche a bassa inerzia termica (valido al 14/10/2026). Il confronto con la caldaia sola è nella guida alla caldaia a condensazione.
Ridurre il fabbisogno della casa
Ogni kW di dispersioni in meno abbassa la temperatura di mandata necessaria. Isolare il sottotetto, cambiare gli infissi o fare un cappotto termico può trasformare un impianto "da 70 °C" in uno "da 50 °C". Quando il cappotto esterno non è possibile, il cappotto interno resta un'opzione per singole pareti.
Esempio di costi con ipotesi dichiarate
Ipotesi. Appartamento autonomo di 90 m² in zona D, otto radiatori in alluminio, prova dei 55 °C superata tranne in bagno e in una camera esposta a nord. Elettricità a 0,28 €/kWh, fabbisogno di calore di 7.000 kWh all'anno.
- Sostituzione di due radiatori: qualche centinaio di euro ciascuno, posa inclusa (intervallo orientativo).
- Con mandata a 50–55 °C e uno SCOP stagionale ipotizzato di 3,0: 7.000 ÷ 3,0 = circa 2.330 kWh elettrici, cioè circa 650 € all'anno.
- Con una macchina ad alta temperatura a 65 °C e uno SCOP ipotizzato di 2,4: circa 2.920 kWh, cioè circa 820 € all'anno.
Nell'esempio, cambiare due radiatori costa una volta sola e fa risparmiare ogni anno. I numeri sono illustrativi e i prezzi dipendono da zona, potenza e installatore; chiedere almeno tre preventivi. Con i vostri dati potete rifare il conto nel calcolatore della pompa di calore; per gli intervalli di prezzo completi c'è la pagina sul prezzo della pompa di calore.
Errori da evitare
- Scegliere la potenza dalla caldaia vecchia. Una caldaia da 24 kW non significa che servano 24 kW di pompa: le caldaie erano spesso dimensionate per l'acqua calda istantanea.
- Lasciare la regolazione "a caldaia". La pompa rende meglio con orari lunghi e temperatura costante, e con la curva climatica che adegua la mandata alla temperatura esterna.
- Ignorare lo stato dell'impianto. Fanghi e aria nei circuiti riducono la portata: un lavaggio e un defangatore sono spesso necessari.
- Dimenticare l'acqua calda sanitaria. Per l'accumulo servono 50–55 °C e cicli antilegionella: il consumo va considerato nei conti.
Incentivi per chi sostituisce la caldaia (valido al 14/10/2026)
Se la pompa di calore sostituisce in tutto o in parte l'impianto di riscaldamento esistente, l'Ecobonus 2026 riconosce il 50 % sull'abitazione principale e il 36 % sugli altri immobili, con limite di detrazione di 30.000 € per unità; gli interventi sulla rete di distribuzione e sui sistemi di emissione, quindi anche i radiatori, sono tra le spese ammissibili indicate dal vademecum ENEA. In alternativa c'è il Conto Termico 3.0 del GSE. Il quadro di tutti gli incentivi è nella guida agli incentivi per l'efficienza energetica; per una panoramica sulla tecnologia si torna alla guida sulla pompa di calore.
Eco-Logica è un progetto editoriale indipendente: non installa impianti e non vende prodotti energetici. Le fonti ufficiali restano GSE, ENEA e Agenzia delle Entrate.
Domande frequenti
Posso mettere una pompa di calore con i termosifoni in ghisa?
Spesso sì. I radiatori in ghisa hanno molta massa e superficie, e in molte case scaldano bene anche con acqua a 50–55 °C. Fate la prova abbassando la mandata della caldaia in una settimana fredda: se le stanze arrivano a 20 °C, la pompa di calore può funzionare con un rendimento accettabile.
A che temperatura deve arrivare l'acqua dei termosifoni con la pompa di calore?
Il valore ideale è il più basso che mantiene la casa confortevole nei giorni più freddi, spesso tra 45 e 55 °C. Più si sale, più cala il rendimento. Con la curva climatica la temperatura si abbassa da sola nelle giornate miti, quando la pompa lavora con l'efficienza migliore.
Meglio una pompa ad alta temperatura o un sistema ibrido?
La pompa ad alta temperatura evita la caldaia ma consuma di più quando produce acqua a 65–70 °C. L'ibrido usa la pompa per gran parte della stagione e la caldaia a condensazione nei giorni critici. La scelta dipende da quante ore all'anno servono temperature alte e dal rapporto tra prezzo di elettricità e gas.
Devo cambiare tutti i radiatori?
Quasi mai. Di solito bastano i radiatori delle stanze più esposte o più grandi, individuati con la prova a bassa temperatura e con il calcolo delle dispersioni stanza per stanza. Sostituire tutto l'impianto ha senso solo se i radiatori sono molto piccoli rispetto ai locali o se si rifanno comunque i pavimenti.
La sostituzione dei radiatori rientra nella detrazione?
Se fa parte dell'intervento di sostituzione dell'impianto con una pompa di calore, sì: il vademecum ENEA include tra le spese ammissibili gli interventi sui sistemi di emissione e sulla rete di distribuzione. Fatture e bonifici devono riferirsi allo stesso intervento e la scheda va inviata all'ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori.