Eco-LogicaEnergia di casa

Caldaie

Caldaia a condensazione: come funziona e quando ha senso ancora

La caldaia a condensazione recupera il calore del vapore acqueo contenuto nei fumi e per questo consuma meno gas di una caldaia tradizionale. Dal 1° gennaio 2025, però, la sostituzione con una caldaia unica alimentata a combustibili fossili non ha più detrazioni fiscali, in linea con la direttiva europea sugli edifici. Ha ancora senso quando la pompa di calore non è praticabile o come parte di un sistema ibrido, che resta agevolato.

Aggiornato il · dati normativi validi al 14/10/2026

La situazione nel 2026 in breve

DomandaRisposta (valido al 14/10/2026)
Si può ancora installare una caldaia a gas a condensazione?Sì, nel rispetto dei requisiti europei di efficienza; sono cambiati gli incentivi
C'è una detrazione per la sola caldaia a gas?No: dal 2025 è esclusa sia dall'Ecobonus sia dal bonus ristrutturazione
Cosa resta agevolato?Sistemi ibridi pompa di calore + caldaia a condensazione concepiti per funzionare insieme, microcogeneratori, generatori a biomassa, pompe di calore ad assorbimento a gas
Le caldaie a gas saranno vietate?La direttiva UE chiede piani nazionali per eliminarle gradualmente entro il 2040; nelle fonti ufficiali consultate non abbiamo trovato un divieto di installazione per le abitazioni
Ha senso sostituirla?Sì se è guasta o inefficiente e la pompa di calore non è praticabile, o come parte di un ibrido

Come funziona una caldaia a condensazione

Bruciando metano si producono anidride carbonica e vapore acqueo. In una caldaia tradizionale il vapore esce dal camino ancora caldo e porta via una parte dell'energia del combustibile. La caldaia a condensazione ha uno scambiatore più grande, che raffredda i fumi fino a far condensare il vapore: il calore liberato dalla condensazione, chiamato calore latente, passa all'acqua dell'impianto invece di disperdersi.

Perché la condensazione avvenga, l'acqua che torna dai termosifoni deve essere abbastanza fredda, indicativamente sotto i 55 °C per il gas naturale. Per questo la caldaia rende al meglio con impianti a bassa temperatura, pavimenti radianti o radiatori ben dimensionati, e con una regolazione che abbassa la temperatura di mandata nelle giornate miti, come la sonda climatica esterna.

Sulle schede tecniche si leggono a volte rendimenti superiori al 100 %. È un effetto di convenzione: il valore supera il 100 % perché il rendimento è calcolato sul potere calorifico inferiore del gas, che non comprende il calore latente del vapore recuperato dalla caldaia. Per confrontare i modelli il dato più utile è l'efficienza energetica stagionale di riscaldamento (ηs), riportata nella scheda di prodotto prevista dai regolamenti europei.

Cosa serve per installarla

  • Scarico della condensa. La caldaia produce acqua leggermente acida da portare allo scarico, eventualmente con un neutralizzatore secondo potenza e regolamenti locali.
  • Canna fumaria adeguata. I fumi sono più freddi e umidi: servono condotti resistenti alla condensa. Nei condomini con canna collettiva possono servire verifiche e lavori specifici.
  • Regolazione. Termostato modulante o sonda esterna e, dove possibile, valvole termostatiche sui radiatori aiutano a tenere bassa la temperatura di ritorno.
  • Lavaggio dell'impianto. Fanghi e incrostazioni riducono lo scambio termico e la durata dello scambiatore.

Dal 26 settembre 2015 le caldaie immesse sul mercato europeo devono rispettare i requisiti minimi di efficienza stagionale del Regolamento (UE) 813/2013; per le caldaie a gas domestiche questo ha reso la condensazione la tecnologia di riferimento.

Perché dal 2025 la caldaia a gas non ha più detrazioni

La legge di bilancio 2025 (L. 207/2024) ha escluso dalle detrazioni le spese per la sostituzione degli impianti di riscaldamento con caldaie uniche alimentate a combustibili fossili. La circolare 8/E del 19 giugno 2025 dell'Agenzia delle Entrate chiarisce che l'esclusione riguarda le caldaie a condensazione e i generatori d'aria calda a condensazione alimentati a combustibili fossili, e che per il bonus ristrutturazione sono escluse anche le nuove installazioni. Il vademecum ENEA sulle caldaie a condensazione aggiornato al 23/09/2026 riporta per le spese sostenute dal 1° gennaio 2025 la dicitura "non agevolabili". La guida dell'Agenzia delle Entrate di febbraio 2026 conferma l'esclusione delle caldaie a condensazione e dei generatori di aria calda a combustibile fossile, anche per le nuove installazioni nel bonus ristrutturazione.

La norma italiana attua l'articolo 17, paragrafo 15, della direttiva (UE) 2024/1275 sulla prestazione energetica nell'edilizia, che dal 1° gennaio 2025 vieta agli Stati membri di offrire incentivi finanziari per l'installazione di caldaie uniche alimentate a combustibili fossili, salvo eccezioni legate a fondi europei già assegnati.

Cosa resta agevolabile

Secondo la circolare 8/E e la guida dell'Agenzia delle Entrate restano agevolabili:

  • i sistemi ibridi costituiti da una pompa di calore integrata con una caldaia a condensazione, assemblati in fabbrica ed espressamente concepiti dal fabbricante per funzionare insieme;
  • i microcogeneratori, anche se alimentati da combustibili fossili;
  • i generatori a biomassa;
  • le pompe di calore ad assorbimento a gas.

Per i sistemi ibridi l'Ecobonus 2026 vale il 50 % sull'abitazione principale e il 36 % sugli altri immobili, con limite di detrazione di 30.000 € per unità; tra i requisiti del vademecum ENEA sui sistemi ibridi c'è un rapporto tra potenza della pompa e potenza della caldaia non superiore a 0,5. Il Conto Termico 3.0 prevede a sua volta un intervento per i sistemi ibridi factory made o bivalenti a pompa di calore.

La Commissione europea ha precisato che una caldaia a gas può non essere considerata "a combustibili fossili" se la rete locale trasporta prevalentemente combustibili rinnovabili. Oggi la rete italiana trasporta prevalentemente gas naturale: chi legge di eccezioni legate al biometano deve verificare caso per caso sulle fonti ufficiali.

Le caldaie a gas saranno vietate nel 2040?

La direttiva chiede agli Stati membri di inserire nei piani nazionali di ristrutturazione degli edifici politiche e misure per eliminare gradualmente le caldaie a combustibili fossili, con l'obiettivo di farlo completamente entro il 2040. La Commissione europea ha spiegato che il 2040 è una data indicativa che orienta le politiche nazionali, mentre l'obbligo vincolante è predisporre misure credibili. Il termine per il recepimento della direttiva negli ordinamenti nazionali era il 29 maggio 2026 e le scelte concrete dipendono da come l'Italia la recepisce e dal piano nazionale: le norme di recepimento vanno seguite sul sito del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (valido al 14/10/2026). Nelle fonti ufficiali consultate non abbiamo trovato un divieto di installare caldaie a gas nelle abitazioni esistenti: prima di decidere conviene comunque controllare eventuali novità normative nazionali e regionali.

Quando ha ancora senso sostituire la caldaia

Una caldaia a condensazione nuova resta una scelta ragionevole in alcune situazioni:

  • la caldaia attuale è guasta e serve una soluzione in pochi giorni, in pieno inverno;
  • i controlli di efficienza danno esito negativo: secondo il D.P.R. 74/2013, se il rendimento di combustione resta sotto i limiti anche dopo la manutenzione, il generatore va sostituito entro 180 giorni;
  • la pompa di calore non è praticabile: nessuno spazio per l'unità esterna, divieti condominiali o vincoli di facciata, radiatori che richiedono acqua molto calda e lavori sull'involucro rinviati;
  • il budget è limitato e la caldaia vecchia consuma molto: la condensazione riduce il consumo di gas rispetto a una caldaia tradizionale di vent'anni fa.

In questi casi conviene scegliere un modello predisposto per un abbinamento futuro con una pompa di calore e curare la regolazione, per tenere bassa la temperatura di ritorno. Chi può aspettare qualche mese ha però opzioni con incentivi: il sistema ibrido o la pompa di calore, analizzati nella guida alla pompa di calore e in quella sulla pompa di calore per termosifoni.

Caldaia, ibrido o pompa di calore: confronto sintetico

SoluzioneCosto iniziale indicativoIncentivi 2026Adatta a
Caldaia a condensazione solaIl più bassoNessuna detrazioneSostituzioni urgenti, casi senza alternative
Sistema ibrido factory madeIntermedioEcobonus o Conto TermicoTermosifoni ad alta temperatura, zone fredde, transizione graduale
Pompa di calore aria-acquaIl più altoEcobonus o Conto TermicoCase con dispersioni contenute e terminali a bassa temperatura

Gli intervalli di prezzo sono nella pagina sul prezzo della caldaia a condensazione e in quella sul prezzo della pompa di calore. Per il confronto dei costi annui con i vostri dati c'è il calcolatore della pompa di calore, che stima anche la spesa con la caldaia.

Esempio: quanto si risparmia passando da una caldaia vecchia alla condensazione

Ipotesi. Fabbisogno di calore utile di 10.000 kWh all'anno; caldaia tradizionale con rendimento medio stagionale 0,80; caldaia a condensazione con rendimento medio 0,92 su un impianto con buona regolazione; gas a 0,11 €/kWh.

  • Caldaia vecchia: 10.000 ÷ 0,80 × 0,11 = 1.375 €
  • Caldaia a condensazione: 10.000 ÷ 0,92 × 0,11 = circa 1.196 €
  • Differenza indicativa: circa 180 € all'anno

Con termosifoni che lavorano a 70 °C la condensazione avviene poco e il risparmio si riduce. Il calcolo è illustrativo: rendimenti reali e prezzi del gas cambiano da casa a casa.

Manutenzione e controlli

La manutenzione va fatta secondo le istruzioni del costruttore e dell'installatore e registrata nel libretto d'impianto. In più, il D.P.R. 74/2013 prevede controlli periodici di efficienza energetica: per le caldaie a gas da 10 a 100 kW la cadenza indicata nella guida ministeriale agli impianti termici è di quattro anni, salvo diverse disposizioni della Regione. Il rapporto di controllo va conservato con il libretto e trasmesso alla Regione secondo le sue regole.

Eco-Logica è un progetto editoriale indipendente: non installa impianti e non vende prodotti energetici. Le fonti ufficiali restano ENEA, Agenzia delle Entrate, GSE e MASE. Il quadro di tutti gli incentivi per la casa è nella guida agli incentivi per l'efficienza energetica; per l'Ecobonus si veda la pagina dedicata all'Ecobonus.

Tutte le guide: caldaie

Domande frequenti

Nel 2026 c'è ancora il bonus caldaia?

Non per la caldaia unica a combustibili fossili: dal 1° gennaio 2025 la sostituzione con una caldaia a gas a condensazione è esclusa dall'Ecobonus e dal bonus ristrutturazione, come chiarito dalla circolare 8/E/2025 dell'Agenzia delle Entrate. Restano agevolati i sistemi ibridi con pompa di calore concepiti per funzionare insieme, i microcogeneratori, la biomassa e le pompe di calore ad assorbimento a gas.

È vietato installare una caldaia a gas?

Nelle fonti ufficiali consultate al 14/10/2026 non abbiamo trovato un divieto di installazione nelle abitazioni esistenti; conviene verificare eventuali norme regionali. È cambiato il sistema degli incentivi: la direttiva europea vieta gli aiuti alle caldaie uniche a combustibili fossili dal 2025 e chiede piani nazionali per eliminarle gradualmente entro il 2040, data che la Commissione considera indicativa.

Che cos'è un sistema ibrido e perché ha ancora la detrazione?

È un apparecchio che combina una pompa di calore e una caldaia a condensazione, assemblati in fabbrica e concepiti per lavorare insieme. Non è una caldaia unica, quindi non rientra nell'esclusione. Per l'Ecobonus deve rispettare i requisiti ENEA, tra cui un rapporto tra potenza della pompa e potenza della caldaia non superiore a 0,5.

Quanto dura una caldaia a condensazione?

Dipende da qualità, manutenzione e condizioni dell'acqua dell'impianto. Uno scambiatore protetto da fanghi e calcare, con lavaggio e defangatore, dura di più. Il controllo periodico di efficienza previsto dal D.P.R. 74/2013 aiuta a capire quando il rendimento scende sotto i limiti e la sostituzione diventa obbligatoria.

La caldaia a condensazione funziona con i termosifoni vecchi?

Sì, ma rende meglio quando l'acqua di ritorno è sotto i 55 °C circa. Con radiatori piccoli che richiedono acqua molto calda la condensazione avviene poco e il vantaggio si riduce. Una sonda climatica esterna e le valvole termostatiche aiutano a lavorare a temperature più basse nelle giornate miti.

Continua a leggere

Eco-Logica è un progetto editoriale indipendente. Non installa impianti, non vende prodotti energetici e non è un ente pubblico: GSE, ENEA e Agenzia delle Entrate sono le fonti ufficiali.