Valido al 14/10/2026. Le aliquote e i limiti riportati in questa pagina sono ricavati dalle schede dell'Agenzia delle Entrate, dai vademecum ENEA aggiornati al 23/09/2026 e dalle pagine del GSE sul Conto Termico 3.0. In caso di dubbio prevale sempre la fonte ufficiale.
Gli incentivi per la casa nel 2026 in breve
- Bonus ristrutturazione: detrazione IRPEF del 50% per l'abitazione principale e del 36% per gli altri immobili, su un massimo di 96.000 euro di spesa per unità immobiliare, recuperata in 10 quote annuali.
- Ecobonus: stesse aliquote nel 2026 (50% o 36%), ma limiti espressi come detrazione massima per tipo di intervento: per esempio 60.000 euro per il cappotto e gli infissi, 30.000 euro per le pompe di calore.
- Conto Termico 3.0: contributo erogato dal GSE, non una detrazione. Copre interventi come pompe di calore e solare termico; la domanda va presentata entro 90 giorni dalla fine dei lavori.
- Bonus mobili: 50% su un massimo di 5.000 euro di spesa nel 2026, solo se collegato a una ristrutturazione.
- Escluse: dal 2025 non sono più agevolabili le caldaie alimentate solo a combustibili fossili. Restano agevolabili i sistemi ibridi con pompa di calore.
- Dal 2027, salvo nuove proroghe, le aliquote di bonus ristrutturazione ed Ecobonus scendono al 36% per l'abitazione principale e al 30% per gli altri immobili.
Tabella: tutti gli incentivi vigenti nel 2026
| Incentivo | Come funziona | Aliquota 2026 | Limite | Ente di riferimento |
|---|---|---|---|---|
| Bonus ristrutturazione | Detrazione IRPEF in 10 anni | 50% abitazione principale, 36% altri immobili | 96.000 € di spesa per unità | Agenzia delle Entrate |
| Ecobonus (coibentazione, infissi, schermature, solare termico) | Detrazione IRPEF o IRES in 10 anni | 50% o 36% | 60.000 € di detrazione per unità | Agenzia delle Entrate, ENEA |
| Ecobonus (pompe di calore, sistemi ibridi) | Detrazione in 10 anni | 50% o 36% | 30.000 € di detrazione per unità | Agenzia delle Entrate, ENEA |
| Conto Termico 3.0 | Contributo diretto del GSE | Variabile per intervento | Dipende da zona climatica, potenza e beneficiario | GSE |
| Bonus mobili ed elettrodomestici | Detrazione IRPEF in 10 anni | 50% | 5.000 € di spesa | Agenzia delle Entrate |
| Sismabonus | Detrazione in 10 anni | Stesse regole del 2025 | Vedi scheda AdE | Agenzia delle Entrate |
I limiti dell'Ecobonus sono espressi come detrazione massima e non come spesa massima. Con un'aliquota del 50%, un limite di detrazione di 30.000 euro corrisponde a 60.000 euro di spesa; con il 36% la spesa massima utile sale a circa 83.300 euro. Il bonus ristrutturazione ragiona invece sulla spesa: 96.000 euro al massimo per unità immobiliare.
Chi ha diritto al 50% e chi al 36%?
L'aliquota maggiore spetta a chi è titolare del diritto di proprietà o di un diritto reale di godimento (per esempio usufrutto) e fa i lavori sull'unità immobiliare adibita ad abitazione principale. Lo precisa la tabella ENEA sull'Ecobonus 2026, che rimanda per la definizione di abitazione principale alla circolare dell'Agenzia delle Entrate n. 8/E del 19/06/2025. In tutti gli altri casi, cioè seconde case, immobili dati in affitto e lavori pagati da chi detiene l'immobile senza esserne proprietario, si applica il 36%.
Un esempio con i conti fatti. Una famiglia spende 20.000 euro nel 2026 per isolare il tetto della casa in cui vive. Detrazione al 50%: 10.000 euro, cioè 1.000 euro l'anno per dieci anni. Lo stesso lavoro sulla casa al mare vale una detrazione del 36%: 7.200 euro, 720 euro l'anno.
Quale incentivo scegliere per ogni intervento?
La regola generale: non si possono sommare due agevolazioni sulla stessa spesa. Per ogni lavoro conviene quindi capire quale strada è disponibile e quale rende di più nella vostra situazione.
| Intervento | Strade possibili | Cosa valutare |
|---|---|---|
| Cappotto termico esterno o interno | Ecobonus; bonus ristrutturazione se rientra in lavori edilizi più ampi | Trasmittanza U prima e dopo, APE, asseverazione del tecnico |
| Sostituzione infissi | Ecobonus; bonus ristrutturazione | Requisiti di trasmittanza Uw e superficie non superiore all'esistente |
| Pompa di calore per il riscaldamento | Ecobonus; Conto Termico 3.0; bonus ristrutturazione | Capienza IRPEF, tempi di rimborso, requisiti SCOP per lavori iniziati dal 04/02/2026 |
| Scaldabagno a pompa di calore | Ecobonus; Conto Termico 3.0 | COP superiore a 2,6 e, per lavori iniziati dal 04/02/2026, classe A o superiore |
| Sistema ibrido caldaia più pompa di calore | Ecobonus; Conto Termico 3.0 | Rapporto di potenza tra pompa di calore e caldaia, rendimento della caldaia |
| Caldaia a condensazione da sola | Nessuna detrazione dal 2025 se alimentata a combustibili fossili | Valutare un sistema ibrido o una pompa di calore |
| Fotovoltaico | Bonus ristrutturazione | Il Conto Termico non copre il fotovoltaico da solo |
| Mobili ed elettrodomestici | Bonus mobili | Serve una ristrutturazione iniziata dal 1° gennaio dell'anno precedente |
Detrazione o contributo diretto: che differenza fa?
La detrazione riduce l'IRPEF che pagate ogni anno. Se l'imposta lorda è più bassa della rata, la parte eccedente si perde: non viene rimborsata e non passa all'anno successivo. Un pensionato con poca IRPEF da versare rischia così di recuperare solo una parte della somma. Dal 17 febbraio 2023 (D.L. 11/2023) non sono più disponibili per i nuovi lavori lo sconto in fattura e la cessione del credito, salvo i casi residuali previsti dalla legge.
Il Conto Termico funziona in un altro modo: il GSE versa il contributo sul conto corrente del beneficiario dopo aver accettato la domanda. Per chi ha poca capienza fiscale può essere la scelta più adatta, ma ha due vincoli pratici: si accede a lavori conclusi, con richiesta entro 90 giorni, e le risorse annuali hanno un tetto. Il 3 marzo 2026 il GSE ha sospeso l'invio di nuove domande dopo aver ricevuto richieste per circa 1,3 miliardi di euro; il portale ha riaperto il 13 aprile 2026, solo per l'accesso diretto. I dettagli sono nella guida al Conto Termico 3.0.
Per stimare la rata annuale della vostra detrazione potete usare il calcolatore delle detrazioni, che divide l'importo in dieci anni e lo confronta con l'imposta dichiarata.
Quali adempimenti servono per non perdere l'incentivo?
- Pagamento tracciabile. Per bonus ristrutturazione ed Ecobonus i contribuenti senza reddito d'impresa pagano con bonifico "parlante", con causale, codice fiscale del beneficiario e partita IVA di chi riceve il pagamento.
- Comunicazione all'ENEA. Per l'Ecobonus e per gli interventi di risparmio energetico del bonus ristrutturazione la scheda descrittiva va inviata entro 90 giorni dalla fine dei lavori sul portale bonusfiscali.enea.it. Per i lavori iniziati dal 4 febbraio 2026 e finiti prima del 25 giugno 2026, i 90 giorni decorrono dal 25 giugno 2026, data dell'aggiornamento del portale.
- Documenti tecnici. Per l'Ecobonus servono di norma asseverazione del tecnico, APE, schede tecniche dei materiali e fatture. Vanno conservati per tutti gli anni in cui si usa la detrazione.
- Dichiarazione dei redditi. Ogni anno la rata va indicata nel 730 o nel modello Redditi.
Chi ha un reddito superiore a 75.000 euro deve tenere conto anche del tetto complessivo alle detrazioni previsto dall'articolo 16-ter del TUIR, richiamato nei vademecum ENEA. In questo caso è prudente fare i conti con un commercialista prima di firmare il contratto.
Cosa è cambiato rispetto agli anni scorsi?
Fino al 2024 l'Ecobonus prevedeva aliquote diverse per intervento: 65% per pompe di calore e cappotto, 50% per infissi e schermature, fino al 75% per alcuni lavori condominiali (85% con il sismabonus). Dal 2025 l'aliquota non dipende più dal lavoro ma dal tipo di immobile: 50% o 36%. Il bonus barriere architettoniche al 75% era previsto per le spese fino al 31/12/2025; per il 2026 non abbiamo trovato una proroga nelle fonti ufficiali consultate. Il bonus elettrodomestici del MIMIT, il contributo fino a 100 o 200 euro sull'acquisto di un elettrodomestico efficiente, ha chiuso le domande il 31/12/2025, come indica il sito del Ministero.
Per un riepilogo di tutte le novità leggete la pagina sul bonus risparmio energetico 2026.
Come decidere in quattro passi
- Chiarite di che lavoro si tratta e se l'immobile è la vostra abitazione principale.
- Controllate quanta IRPEF pagate ogni anno: se la rata di detrazione supera l'imposta, una parte va persa.
- Verificate i requisiti tecnici sul vademecum ENEA dell'intervento con il tecnico che firmerà l'asseverazione.
- Chiedete almeno tre preventivi e fate scrivere nel contratto quale incentivo si intende usare e chi prepara la documentazione. La pagina sui preventivi per gli impianti spiega come confrontarli.
Prima di investire in impianti, conviene guardare anche quanto si può ridurre la spesa senza lavori: nella guida al risparmio energetico in casa trovate le abitudini e gli acquisti con il ritorno più rapido.
Un esempio completo: cappotto e pompa di calore nella stessa casa
Ipotesi illustrativa: abitazione principale, lavori pagati nel 2026, nessun altro incentivo sulle stesse spese. Cappotto esterno da 40.000 euro e pompa di calore da 12.000 euro, entrambi in Ecobonus.
| Voce | Spesa | Detrazione al 50% | Rata annuale |
|---|---|---|---|
| Cappotto (limite 60.000 € di detrazione) | 40.000 € | 20.000 € | 2.000 € |
| Pompa di calore (limite 30.000 € di detrazione) | 12.000 € | 6.000 € | 600 € |
| Totale | 52.000 € | 26.000 € | 2.600 € |
Per recuperare tutto servono almeno 2.600 euro di IRPEF lorda all'anno per dieci anni, al netto delle altre detrazioni già in uso. Se la stessa famiglia avesse un'imposta annua di 1.800 euro, ogni anno perderebbe 800 euro di detrazione: in quel caso il Conto Termico per la pompa di calore potrebbe rendere di più. Sono cifre di esempio: i costi reali dipendono da zona, potenza e installatore, e vanno confrontati su almeno tre preventivi.
Tutte le guide: incentivi
Domande frequenti
Quali sono gli incentivi per l'efficienza energetica nel 2026?
Per i privati restano il bonus ristrutturazione, l'Ecobonus, il Conto Termico 3.0 del GSE, il bonus mobili collegato a una ristrutturazione e il Sismabonus. Le due detrazioni principali valgono il 50% sull'abitazione principale e il 36% sugli altri immobili, in dieci rate annuali. Il Conto Termico è invece un contributo pagato direttamente dal GSE. Dati validi al 14/10/2026.
Si possono sommare Ecobonus e Conto Termico sulla stessa spesa?
No. La stessa spesa non può ottenere due incentivi. Si può però usare il Conto Termico per un intervento, per esempio la pompa di calore, e l'Ecobonus per un altro, come il cappotto, purché le fatture siano distinte. Prima di decidere conviene verificare le regole applicative del GSE e la guida dell'Agenzia delle Entrate.
L'Ecobonus al 65% esiste ancora?
No, per le spese sostenute dal 2025 non esiste più. Secondo i vademecum ENEA aggiornati al 23/09/2026, nel 2025 e nel 2026 l'aliquota è del 50% per l'abitazione principale e del 36% negli altri casi; nel 2027 scende al 36% e al 30%. Il 65% riguarda solo spese sostenute entro il 31/12/2024.
Le caldaie a condensazione hanno ancora la detrazione?
Dal 1° gennaio 2025 la sostituzione dell'impianto con una caldaia unica alimentata a combustibili fossili è esclusa sia dall'Ecobonus sia dal bonus ristrutturazione, come indica l'Agenzia delle Entrate. Restano agevolabili i sistemi ibridi, in cui una pompa di calore lavora insieme a una caldaia a condensazione, se rispettano i requisiti tecnici ENEA.
Cosa succede se non ho abbastanza IRPEF per usare la detrazione?
La parte di rata che supera l'imposta lorda dell'anno va persa: non viene rimborsata né spostata all'anno dopo. Chi paga poca IRPEF, per esempio alcuni pensionati, dovrebbe valutare il Conto Termico, che versa un contributo sul conto corrente, oppure far sostenere la spesa al familiare con maggiore capienza, se ne ha diritto.