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Pompe di calore

Asciugatrice a pompa di calore: consumi e costi

Un'asciugatrice a pompa di calore consuma in genere meno della metà di una asciugatrice a condensazione con resistenza: nell'esempio di questa pagina circa 1 kWh per ciclo contro circa 2,8. Asciuga a temperature più basse, quindi tratta meglio i tessuti, ma impiega più tempo. Dal 1° luglio 2025 le asciugatrici nuove si confrontano con l'etichetta energetica europea con scala da A a G.

Aggiornato il · dati normativi validi al 14/10/2026

In breve

DomandaRisposta sintetica (valido al 14/10/2026)
Quanto consuma per ciclo?Indicativamente 1 kWh per un carico medio di cotone, contro 2,5–3 kWh di una asciugatrice a resistenza; il dato del vostro modello è in etichetta
Quanto si risparmia in un anno?Con 3 cicli a settimana e 0,28 €/kWh, circa 80 € rispetto a un modello a condensazione con resistenza (esempio sotto)
Come si legge l'etichetta?Dal 1° luglio 2025 scala A–G, con consumo per 100 cicli e codice QR verso la banca dati EPREL
Quanto costa?Da circa 400 a oltre 1.000 € secondo capacità, classe e funzioni (intervallo orientativo)
Svantaggi?Cicli più lunghi, prezzo d'acquisto più alto, filtri da pulire con regolarità

Come funziona un'asciugatrice a pompa di calore

Un'asciugatrice deve fare due cose: scaldare l'aria che attraversa il cestello per far evaporare l'acqua dai panni, e togliere poi quell'umidità dall'aria. Le asciugatrici a condensazione tradizionali scaldano con una resistenza elettrica e raffreddano l'aria umida con uno scambiatore: il calore usato viene in gran parte disperso.

Il modello a pompa di calore usa invece un piccolo circuito frigorifero. L'evaporatore raffredda l'aria umida in uscita dal cestello, l'acqua condensa e finisce nella vaschetta o nello scarico, e il calore recuperato viene restituito dal condensatore all'aria che torna nel cestello. Lo stesso calore fa più giri: per questo il consumo si riduce. È lo stesso ciclo descritto nella pagina su come funziona la pompa di calore, in scala ridotta.

Quanto consuma all'anno: un esempio con i conti

Ipotesi. Famiglia che usa l'asciugatrice 3 volte a settimana, cioè 156 cicli all'anno; asciugatrice a condensazione con resistenza da 2,8 kWh per ciclo; asciugatrice a pompa di calore da 1,0 kWh per ciclo; elettricità a 0,28 €/kWh. Valori tipici usati anche nel nostro strumento sui consumi degli elettrodomestici, da sostituire con quelli dell'etichetta del vostro modello.

ModellokWh all'annoCosto annuo
A condensazione con resistenza156 × 2,8 = circa 437 kWhcirca 122 €
A pompa di calore156 × 1,0 = 156 kWhcirca 44 €
Differenzacirca 281 kWhcirca 79 €

Con un uso quotidiano, circa 365 cicli all'anno, la differenza sale a circa 185 € con gli stessi prezzi. Con un uso occasionale, una volta a settimana, scende sotto i 30 €. Il calcolo è illustrativo: consumo reale per ciclo, carico, programma e centrifuga della lavatrice cambiano il risultato. Una centrifuga più alta in lavatrice lascia meno acqua nei panni e riduce il lavoro dell'asciugatrice.

La nuova etichetta energetica dal 2025

Dal 1° luglio 2025 si applicano alle asciugatrici domestiche nuove regole europee di progettazione ecocompatibile ed etichettatura energetica (Regolamento delegato (UE) 2023/2534). Secondo la Commissione europea, l'etichetta è stata riscalata: la classe A indica i prodotti migliori, al posto delle vecchie A++ e A+++, e un codice QR porta alla scheda nella banca dati europea EPREL. La Commissione indica che i sistemi a pompa di calore superano chiaramente per efficienza le altre tecnologie sul mercato. Le regole valgono per i nuovi apparecchi, non per quelli già in casa (valido al 14/10/2026).

Sull'etichetta, oltre alla classe, conviene guardare:

  • il consumo ponderato di energia per 100 cicli, che serve a confrontare due modelli in kWh;
  • la capacità nominale in kg;
  • la durata del programma eco a pieno carico;
  • l'efficienza di condensazione, cioè quanta umidità resta nel cestello invece di finire nella stanza;
  • la rumorosità in dB(A).

La scheda completa di ogni modello si trova sul portale EPREL della Commissione europea.

Pompa di calore o condensazione: pro e contro

AspettoPompa di caloreCondensazione con resistenza
Consumo per cicloBassoAlto
Durata del cicloPiù lungaPiù breve
Temperatura sui tessutiPiù bassa, più delicataPiù alta
Prezzo d'acquistoPiù altoPiù basso
Ambiente di installazioneRende peggio in locali molto freddiMeno sensibile alla temperatura
ManutenzioneFiltri dello sportello e, in molti modelli, filtro dello scambiatoreFiltro e condensatore da pulire

Per chi usa l'asciugatrice spesso la pompa di calore è di solito la scelta più economica nel tempo, perché la differenza di prezzo d'acquisto si recupera con i minori consumi. Per chi la usa raramente il recupero può richiedere molti anni.

Quanto costa e come scegliere

Come ordine di grandezza, le asciugatrici a pompa di calore da 7–9 kg costano da circa 400 € a oltre 1.000 € secondo marca, classe e funzioni. È un intervallo orientativo: prezzi e promozioni cambiano spesso. Quattro criteri pratici:

  1. Capacità. Deve essere almeno pari a quella della lavatrice; 8 kg è la taglia più diffusa per una famiglia.
  2. Consumo per 100 cicli. Confrontate i kWh, non solo la lettera della classe.
  3. Scarico della condensa. Collegarla allo scarico evita di svuotare la vaschetta a ogni ciclo.
  4. Filtri. Verificate quanto sono accessibili: un filtro intasato allunga i cicli e aumenta i consumi.

Si può usare il bonus mobili?

Le asciugatrici rientrano tra i grandi elettrodomestici indicati dall'Agenzia delle Entrate per il bonus mobili, che nel 2026 vale il 50 % su una spesa massima di 5.000 € per unità immobiliare, in dieci rate. Il bonus spetta solo se l'acquisto è collegato a un intervento di recupero edilizio iniziato dal 1° gennaio 2025 per gli acquisti 2026, e va pagato con bonifico o carta. Per gli elettrodomestici con etichetta obbligatoria la guida fissa classi minime per forni, lavatrici, lavasciuga, lavastoviglie, frigoriferi e congelatori; per le asciugatrici il requisito di classe dipende dalla guida in vigore e va verificato prima dell'acquisto (valido al 14/10/2026). I dettagli sulle detrazioni collegate ai lavori sono nella pagina sulle detrazioni ristrutturazione 2026.

Consigli per consumare ancora meno

  • Caricare il cestello secondo la capacità del programma, senza sovraccaricarlo.
  • Usare il programma eco e il sensore di umidità invece dei programmi a tempo.
  • Pulire il filtro dello sportello dopo ogni ciclo.
  • Con un impianto fotovoltaico, avviare l'asciugatrice nelle ore di sole.
  • Quando il clima lo permette, stendere all'aperto resta l'opzione a consumo zero.

Altre idee per ridurre la bolletta sono nella guida al risparmio energetico in casa; le altre applicazioni della stessa tecnologia sono raccolte nella guida alla pompa di calore.

Eco-Logica è un progetto editoriale indipendente: non vende prodotti energetici. Le informazioni sull'etichetta energetica vengono dalla Commissione europea; quelle sul bonus mobili dall'Agenzia delle Entrate.

Domande frequenti

Quanto consuma un'asciugatrice a pompa di calore per ciclo?

Indicativamente intorno a 1 kWh per un carico medio di cotone, ma il valore preciso dipende da modello, capacità e programma. L'etichetta energetica riporta il consumo ponderato per 100 cicli: dividendo per 100 si ottiene il consumo medio per ciclo da usare nei conti con il proprio prezzo dell'energia.

Perché l'asciugatrice a pompa di calore ci mette di più?

Perché lavora a temperature dell'aria più basse rispetto a una resistenza elettrica: l'evaporazione dell'acqua dai panni è più lenta, ma l'energia si consuma meno e i tessuti si rovinano meno. Molti modelli hanno programmi rapidi, che però consumano di più. Una centrifuga alta in lavatrice accorcia i tempi.

Conviene comprare un'asciugatrice a pompa di calore?

Se la si usa più volte a settimana, di solito sì: nell'esempio con 3 cicli a settimana e 0,28 €/kWh il risparmio è di circa 80 € all'anno rispetto a una condensazione con resistenza. Con un uso occasionale la differenza di prezzo d'acquisto si recupera molto lentamente e conta di più la qualità dell'asciugatura.

Si può mettere l'asciugatrice a pompa di calore in garage?

Si può, ma in un locale molto freddo il rendimento cala e i cicli si allungano: il manuale indica l'intervallo di temperatura ambiente consentito. Servono anche una presa adeguata, una buona ventilazione e, se possibile, lo scarico della condensa collegato a un pozzetto o allo scarico della lavatrice.

Che cosa cambia con la nuova etichetta energetica?

Dal 1° luglio 2025 le asciugatrici nuove usano una scala da A a G al posto della vecchia scala con A+++. La classe A indica i modelli più efficienti; l'etichetta riporta il consumo per 100 cicli, la capacità, la durata del programma eco, il rumore e un codice QR verso la scheda EPREL.

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