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Risparmio in casa

Risparmio energetico in casa: da dove cominciare

Per risparmiare energia in casa si parte dai consumi reali: kWh di luce e metri cubi di gas letti in bolletta. Poi si interviene in ordine di costo: abitudini e regolazione del riscaldamento, standby, lampadine LED ed elettrodomestici, infine isolamento e impianti. Le prime misure costano poco o nulla e incidono soprattutto su riscaldamento e acqua calda, che sono la parte più grande dei consumi di una famiglia.

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Le priorità in breve

  1. Misurare: leggere la bolletta e annotare kWh e Smc degli ultimi 12 mesi.
  2. Riscaldamento: temperatura a 19-20 °C, orari programmati, valvole termostatiche, manutenzione.
  3. Acqua calda: temperatura dello scaldabagno, docce brevi, riduttori di flusso.
  4. Standby e carichi nascosti: multiprese con interruttore, verifica con un wattmetro.
  5. Illuminazione: sostituire le ultime lampade alogene e fluorescenti con LED.
  6. Elettrodomestici: usarli a pieno carico, programmi eco, sostituire quelli più vecchi quando si rompono.
  7. Lavori: isolamento, infissi, pompa di calore, fotovoltaico, con gli incentivi disponibili.

Come capire quanto consuma la vostra casa?

Il punto di partenza è la bolletta. Nella sezione dei consumi trovate i kWh di energia elettrica e gli Smc (standard metri cubi) di gas del periodo fatturato, spesso con il riepilogo degli ultimi 12 mesi. Annotate:

  • consumo annuo di elettricità in kWh e, se presente, la ripartizione per fasce orarie F1, F2 e F3;
  • consumo annuo di gas in Smc, distinguendo se possibile i mesi invernali da quelli estivi: la differenza è quasi tutta riscaldamento;
  • potenza impegnata del contatore, spesso 3 kW nelle abitazioni;
  • prezzo dell'energia in euro per kWh o per Smc, distinto dalle quote fisse.

Con questi numeri si capisce dove intervenire. Una casa che consuma 2.700 kWh di elettricità e 1.000 Smc di gas l'anno ha la gran parte della spesa nel riscaldamento: lavorare solo sulle lampadine darà risultati piccoli. Se invece il gas è poco e la luce molto, conviene cercare gli apparecchi che pesano di più, a partire da quelli sempre accesi.

Come si legge la bolletta della luce?

Lo schema della bolletta è definito dall'ARERA, l'autorità di regolazione per energia reti e ambiente. Le voci principali sono:

VoceCosa comprendeCosa potete fare
Spesa per la materia energiaCosto dell'energia consumata e quota fissa del venditoreConfrontare le offerte, ridurre i kWh
Spesa per il trasporto e la gestione del contatoreDistribuzione, misura, quota potenzaValutare se la potenza impegnata è adeguata
Spesa per oneri di sistemaCosti generali del sistema elettrico stabiliti per leggeCala solo riducendo i consumi
ImposteAccise e IVACalano con i consumi

Le fasce orarie dicono quando consumate. In generale F1 sono le ore diurne dei giorni feriali, F2 le ore di inizio mattina, di sera e il sabato, F3 la notte, la domenica e i festivi. Con un'offerta a prezzo unico la fascia non cambia il costo; con un'offerta bioraria o a fasce, spostare lavatrice e lavastoviglie nelle ore serali o nel fine settimana può ridurre la spesa. Per confrontare le offerte in modo neutrale c'è il Portale Offerte, gestito da ARERA e Acquirente Unico: inserendo CAP e consumi annui mostra le offerte disponibili con la stima della spesa. Prima di cambiare fornitore, confrontate il prezzo dell'energia e le quote fisse, non solo lo sconto iniziale.

Riscaldamento: dove si risparmia di più

Nella maggior parte delle case italiane il riscaldamento è la voce di consumo più grande. Le misure più efficaci:

  • Temperatura. Il DPR 74/2013 fissa per le abitazioni un limite di 20 °C con 2 °C di tolleranza. Ogni grado in meno riduce il consumo del riscaldamento di qualche punto percentuale; 19-20 °C di giorno e meno di notte sono un buon compromesso.
  • Orari. Programmate il cronotermostato sugli orari di presenza. In una casa poco isolata il riscaldamento continuo a bassa temperatura può avere senso solo con una pompa di calore a bassa temperatura.
  • Valvole termostatiche sui termosifoni, per abbassare le stanze poco usate. Nei condomini con riscaldamento centralizzato sono obbligatorie insieme alla contabilizzazione del calore.
  • Manutenzione della caldaia e sfiato dei termosifoni a inizio stagione.
  • Dispersioni: guarnizioni degli infissi, cassonetti delle tapparelle, pannelli riflettenti dietro i termosifoni su pareti esterne.
  • Tende e tapparelle: chiuse di notte, aperte quando c'è sole sulle finestre.

Un esempio con ipotesi esplicite: casa con 900 Smc di gas l'anno, di cui circa 750 per il riscaldamento. Se abbassare di un grado e programmare meglio gli orari riduce il riscaldamento del 10%, si risparmiano 75 Smc. A 1,10 euro per Smc tutto compreso, ipotesi illustrativa, sono circa 80 euro l'anno a costo zero. Il valore reale dipende dalla casa e dalla zona.

Quando le abitudini non bastano, si passa ai lavori: cappotto termico, infissi, pompa di calore. Gli incentivi per l'efficienza energetica nel 2026 coprono il 50% o il 36% della spesa.

Acqua calda sanitaria: piccoli gesti, effetto reale

L'acqua calda è spesso la seconda voce dopo il riscaldamento. Consigli pratici:

  • regolare lo scaldabagno elettrico tra 50 e 55 °C invece del massimo, riducendo le perdite di calore del serbatoio;
  • preferire la doccia al bagno e accorciarla di un paio di minuti;
  • montare riduttori di flusso su doccia e rubinetti, economici e facili da installare;
  • riparare subito i rubinetti che gocciolano;
  • valutare uno scaldabagno a pompa di calore se quello elettrico è da sostituire.

Uno scaldabagno elettrico da 80 litri sempre acceso può consumare vari kWh al giorno, soprattutto se l'acqua è tenuta molto calda. Collegarlo a un timer o a una presa programmabile, per scaldare solo prima dell'uso, riduce le perdite di mantenimento.

Standby e consumi nascosti

Alcuni apparecchi consumano anche quando sembrano spenti: televisori, decoder, console, caricabatterie, macchine del caffè, router, stampanti. Gli apparecchi recenti, conformi ai requisiti europei di ecodesign, hanno standby molto bassi, spesso sotto 1 watt; quelli più vecchi e alcuni dispositivi sempre connessi possono assorbire di più. La somma conta perché dura 8.760 ore l'anno.

Conto di esempio: 20 watt di carichi sempre accesi tra router, decoder e piccoli apparecchi danno 175 kWh l'anno. A 0,30 euro per kWh, ipotesi illustrativa, sono circa 52 euro. Un wattmetro da presa permette di misurarli uno per uno: la procedura è spiegata nella pagina sui consumi degli elettrodomestici, che ha anche un calcolatore.

Le soluzioni sono semplici: multiprese con interruttore per TV e periferiche, spegnimento completo del PC, timer per apparecchi che servono solo in alcune ore. Il router di solito resta acceso, ma alcuni modelli permettono di programmare lo spegnimento notturno del Wi-Fi.

Illuminazione: passare a LED

Una lampadina LED consuma circa un quinto o un sesto di una vecchia lampada a incandescenza a parità di luce. Se in casa ci sono ancora lampade alogene o faretti dicroici, la sostituzione si ripaga in fretta, soprattutto per le luci accese molte ore. Per scegliere bene conviene guardare i lumen, cioè la quantità di luce, e non i watt. La guida alle lampadine a risparmio energetico spiega anche la nuova etichetta energetica.

Elettrodomestici: uso corretto e sostituzione

Frigorifero, congelatore, lavatrice, lavastoviglie e asciugatrice sono i grandi consumatori elettrici della casa. Alcune regole d'uso:

  • frigorifero a circa 4-5 °C e congelatore a -18 °C, lontani da fonti di calore, con guarnizioni integre;
  • lavatrice e lavastoviglie a pieno carico, con programmi eco: durano di più ma scaldano meno acqua;
  • lavaggi a 30-40 °C per i capi poco sporchi;
  • asciugatrice solo quando serve; se va sostituita, quella a pompa di calore consuma molto meno di quella a resistenza;
  • forno elettrico spento qualche minuto prima della fine della cottura; pentole con coperchio sui fornelli e sul piano a induzione.

Sostituire un elettrodomestico funzionante solo per risparmiare energia raramente si ripaga in pochi anni, tranne nel caso di frigoriferi e congelatori molto vecchi. Quando invece si rompe, conviene scegliere un modello con classe energetica alta e confrontare i kWh annui indicati in etichetta. Con una ristrutturazione in corso si può usare il bonus mobili ed elettrodomestici, descritto nella guida alle detrazioni ristrutturazione 2026.

Produrre energia in casa

Ridotti i consumi, si può valutare di produrre una parte dell'elettricità. Il fotovoltaico sul tetto rende di più se si consuma di giorno, quando i pannelli producono; chi vive in condominio può valutare il fotovoltaico da balcone, verificando prima le regole del condominio e del Comune. Il calcolatore fotovoltaico aiuta a stimare la potenza.

Tabella: cosa fare, quanto costa, quanto rende

InterventoCostoEffetto atteso
Abbassare il riscaldamento di 1 °C e programmare gli orariNulloRiduzione di alcuni punti percentuali del riscaldamento
Eliminare gli standbyBasso (multiprese)Decine di euro l'anno, secondo gli apparecchi
Lampadine LEDBassoFino a circa l'80% in meno sulle luci sostituite
Riduttori di flussoBassoMeno acqua calda a parità di comfort
Valvole termostaticheMedioControllo stanza per stanza
Infissi, cappotto, pompa di caloreAlto, con detrazioneIl risultato più grande, da calcolare con un tecnico

Gli effetti sono ordini di grandezza indicativi: il risparmio reale dipende da casa, zona climatica e abitudini. Diffidate di chi promette percentuali di risparmio garantite.

Tutte le guide: risparmio in casa

Domande frequenti

Da dove iniziare per risparmiare energia in casa?

Dalla bolletta: annotate i kWh di elettricità e gli Smc di gas degli ultimi 12 mesi. Se il gas pesa di più, intervenite prima su riscaldamento e acqua calda con temperatura, orari e manutenzione. Se pesa la luce, cercate con un wattmetro gli apparecchi sempre accesi e passate ai LED.

A che temperatura tenere il riscaldamento per risparmiare?

Tra 19 e 20 °C negli ambienti di giorno e meno di notte. Per le abitazioni il DPR 74/2013 fissa un limite di 20 °C con 2 °C di tolleranza. Ogni grado in meno riduce di alcuni punti percentuali il consumo del riscaldamento, a costo zero.

Quanto consuma lo standby degli apparecchi?

Gli apparecchi recenti hanno standby molto bassi, spesso sotto 1 watt, mentre router, decoder e apparecchi più vecchi possono consumare di più. Venti watt sempre accesi fanno circa 175 kWh l'anno: con un'ipotesi di 0,30 euro per kWh sono circa 52 euro. Un wattmetro da presa li misura uno per uno.

Come si leggono le fasce orarie F1, F2 e F3?

F1 sono le ore diurne dei giorni feriali, F2 le prime ore del mattino, la sera e il sabato, F3 la notte, la domenica e i festivi. Contano solo se il contratto prevede prezzi diversi per fascia: in quel caso spostare lavatrice e lavastoviglie la sera o nel weekend riduce la spesa.

Conviene cambiare un elettrodomestico vecchio per risparmiare?

Se funziona, di solito no: il risparmio annuo raramente ripaga in fretta il nuovo acquisto. Fanno eccezione frigoriferi e congelatori molto vecchi, sempre accesi. Quando un apparecchio si rompe, conviene confrontare i kWh annui in etichetta e scegliere una classe energetica alta.

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