Valido al 14/10/2026. Fonti: Agenzia delle Entrate, ENEA, GSE e MIMIT.
Quali bonus per il risparmio energetico ci sono nel 2026?
| Bonus | Stato al 14/10/2026 | Valore | Per cosa |
|---|---|---|---|
| Ecobonus | Attivo | 50% abitazione principale, 36% altri immobili | Cappotto, infissi, schermature, pompe di calore, sistemi ibridi, solare termico |
| Bonus ristrutturazione | Attivo | 50% o 36% su massimo 96.000 € | Lavori edilizi, compresi molti interventi di risparmio energetico e il fotovoltaico |
| Conto Termico 3.0 | Attivo, portale riaperto il 13/04/2026 | Contributo calcolato dal GSE | Pompe di calore, scaldacqua a pompa di calore, solare termico, biomassa |
| Bonus mobili ed elettrodomestici | Attivo, legato a una ristrutturazione | 50% su massimo 5.000 € | Mobili e grandi elettrodomestici con classi minime |
| Bonus elettrodomestici MIMIT | Domande chiuse il 31/12/2025 | Fino al 30% del prezzo, massimo 100 o 200 € | Non più richiedibile |
| Ecobonus al 65% | Non più in vigore | Solo per spese fino al 31/12/2024 | - |
Cosa è cambiato nel 2026 rispetto agli anni scorsi?
Le novità che contano di più per chi deve decidere un lavoro:
- Aliquote confermate al 50% e al 36%. La Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) ha prorogato per un altro anno le aliquote del 2025. Senza proroga sarebbero già scese.
- Un'aliquota unica per tutti gli interventi. Fino al 2024 l'Ecobonus aveva percentuali diverse per lavoro (50%, 65%, fino al 75% in condominio, 85% con il sismabonus). Dal 2025 conta solo se l'immobile è abitazione principale o no.
- Caldaie a gas escluse. Dal 2025 la sostituzione con una caldaia unica alimentata a combustibili fossili non è più agevolabile. Restano i sistemi ibridi con pompa di calore.
- Nuovi requisiti dal 4 febbraio 2026. Con il D.Lgs. 5/2026 le pompe di calore devono rispettare anche requisiti stagionali come SCOP e SEER, e gli scaldacqua a pompa di calore devono essere almeno in classe A.
- Portale ENEA aggiornato il 25/06/2026. Per i lavori iniziati dal 4 febbraio e finiti prima del 25 giugno, i 90 giorni per la comunicazione decorrono dal 25 giugno 2026.
- Conto Termico 3.0. Ha sostituito il 2.0: portale aperto il 2 febbraio 2026, sospeso il 3 marzo e riaperto il 13 aprile.
Quanto vale ogni bonus su un lavoro tipico?
Esempi illustrativi su lavori pagati nel 2026 nell'abitazione principale, con aliquota del 50% e piena capienza IRPEF. I costi dipendono da zona, potenza e installatore: chiedete almeno tre preventivi.
| Lavoro | Spesa ipotizzata | Detrazione totale | Rata annuale |
|---|---|---|---|
| Sostituzione di 6 finestre | 9.000 € | 4.500 € | 450 € |
| Pompa di calore aria-acqua | 12.000 € | 6.000 € | 600 € |
| Scaldacqua a pompa di calore | 2.500 € | 1.250 € | 125 € |
| Cappotto esterno | 35.000 € | 17.500 € | 1.750 € |
| Mobili ed elettrodomestici con ristrutturazione | 5.000 € | 2.500 € | 250 € |
Su una seconda casa le stesse spese danno il 36%: per la pompa di calore da 12.000 euro la detrazione scende a 4.320 euro, 432 euro l'anno. Per fare i conti con il vostro caso c'è il calcolatore della detrazione.
Il bonus elettrodomestici esiste ancora?
Ci sono due misure diverse con nomi simili. Il bonus mobili ed elettrodomestici è una detrazione del 50% su massimo 5.000 euro, valida nel 2026 solo se c'è una ristrutturazione iniziata dal 1° gennaio dell'anno precedente all'acquisto. Gli elettrodomestici devono rispettare classi minime: forni almeno A, lavatrici e lavastoviglie almeno E, frigoriferi e congelatori almeno F.
Il bonus elettrodomestici del MIMIT era invece un contributo immediato fino al 30% del prezzo, con un massimo di 100 euro per nucleo familiare o 200 euro con ISEE inferiore a 25.000 euro. Secondo il sito del Ministero, le domande degli utenti si sono chiuse il 31 dicembre 2025 e la presentazione è sospesa: al 14/10/2026 non risulta una riapertura. Se state cambiando un elettrodomestico senza ristrutturare, il risparmio arriva solo dai consumi più bassi: lo potete stimare nella pagina sui consumi degli elettrodomestici.
Quali interventi danno il risparmio più rapido?
Il bonus riduce il costo, ma il risparmio in bolletta dipende dal lavoro. Una regola pratica: prima si riduce il fabbisogno, poi si cambia l'impianto.
- Senza bonus e quasi senza spesa: regolazione del riscaldamento, eliminazione degli standby, lampadine LED. Sono le prime voci della guida al risparmio energetico in casa.
- Involucro: isolare tetto, pareti e infissi riduce il calore disperso e permette poi un generatore più piccolo.
- Impianto: una pompa di calore o un sistema ibrido rendono di più in una casa già isolata.
- Produzione: il fotovoltaico abbassa la quota di energia comprata dalla rete, soprattutto se si usa di giorno.
Chi ha diritto all'aliquota del 50%?
L'aliquota maggiore non dipende dal reddito ma dall'immobile e dal titolo. La tabella ENEA sull'Ecobonus 2026 precisa che spetta al titolare del diritto di proprietà o di un diritto reale di godimento per lavori sull'unità adibita ad abitazione principale. Per la definizione di abitazione principale l'ENEA rimanda alla circolare dell'Agenzia delle Entrate n. 8/E del 19/06/2025. Negli altri casi, compresi i lavori pagati da inquilini, comodatari e familiari conviventi, si applica il 36%.
Chi ha un reddito complessivo superiore a 75.000 euro deve considerare anche il tetto alle detrazioni dell'art. 16-ter del TUIR, richiamato nei vademecum ENEA: in quel caso il beneficio effettivo può essere inferiore a quello calcolato con la sola aliquota.
Gli adempimenti da non dimenticare
- Bonifico per le detrazioni con causale, codice fiscale di chi detrae e partita IVA dell'impresa, per Ecobonus e bonus ristrutturazione.
- Scheda ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori sul portale bonusfiscali.enea.it, sezione Ecobonus o Bonus Casa.
- Domanda al GSE entro 90 giorni dalla fine dei lavori, se si sceglie il Conto Termico.
- Documenti tecnici (asseverazione, APE, schede dei materiali) conservati per tutti gli anni della detrazione.
Cosa succede dal 2027?
Secondo le schede dell'Agenzia delle Entrate e i vademecum ENEA in vigore al 14/10/2026, per le spese del 2027 le aliquote di Ecobonus e bonus ristrutturazione scendono al 36% per l'abitazione principale e al 30% per gli altri immobili. La differenza su una pompa di calore da 12.000 euro nell'abitazione principale è di 1.680 euro di detrazione in meno (6.000 contro 4.320 euro). La Legge di Bilancio 2027 potrebbe cambiare le regole: aggiorneremo questa pagina quando sarà pubblicata in Gazzetta Ufficiale.
Il quadro su quale incentivo scegliere per ogni intervento è nella pagina sugli incentivi per l'efficienza energetica.
Domande frequenti
Qual è il bonus risparmio energetico 2026?
Non c'è un unico bonus. Per il risparmio energetico in casa ci sono l'Ecobonus e il bonus ristrutturazione, entrambi al 50% sull'abitazione principale e al 36% sulle altre case in dieci rate, il Conto Termico 3.0 del GSE e il bonus mobili legato alla ristrutturazione. Dati validi al 14/10/2026.
L'Ecobonus 65% c'è ancora nel 2026?
No. Il 65% valeva per le spese sostenute fino al 31/12/2024. Per le spese del 2025 e del 2026 l'aliquota è del 50% per l'abitazione principale e del 36% per gli altri immobili, come indicano i vademecum ENEA. Nel 2027, con le norme attuali, scende al 36% e al 30%.
Nel 2026 c'è il bonus per cambiare la caldaia?
Non per una caldaia unica alimentata a gas o altri combustibili fossili, esclusa dalle detrazioni dal 2025. Restano agevolati i sistemi ibridi, con pompa di calore e caldaia a condensazione insieme, e le pompe di calore, sia con l'Ecobonus sia con il Conto Termico 3.0, se rispettano i requisiti tecnici.
Il bonus elettrodomestici 2026 si può ancora chiedere?
Il contributo del MIMIT fino a 100 o 200 euro ha chiuso le domande il 31 dicembre 2025 e al 14/10/2026 non risulta riaperto. Resta il bonus mobili ed elettrodomestici, detrazione del 50% su massimo 5.000 euro, che però richiede una ristrutturazione edilizia avviata dal 1° gennaio dell'anno precedente.
Conviene fare i lavori nel 2026 o aspettare il 2027?
Con le regole attuali, nel 2027 le aliquote scendono di 14 punti per l'abitazione principale e di 6 per le altre case. Conta la data del pagamento. Anticipare ha senso solo se il lavoro è già maturo e il preventivo è chiaro: pagare in fretta lavori non pianificati può costare più della detrazione persa.