Cosa si può chiedere oggi al GSE
| Meccanismo | Per un impianto nuovo, al 14/10/2026 | Fonte |
|---|---|---|
| Scambio sul posto (SSP) | Non più accessibile | GSE, delibera ARERA 78/2025/R/efr |
| Ritiro dedicato (RID) | Sì, anche tramite Modello Unico | GSE, ARERA |
| Vendita sul mercato | Sì, con un operatore commerciale | GSE |
| Tariffa premio CER e autoconsumo diffuso | Sì, fino al raggiungimento di 5 GW e comunque non oltre il 31/12/2027 | GSE, DM CACER |
| Contributo PNRR 40 % per CER nei Comuni sotto 50.000 abitanti | Domande chiuse il 30/11/2025; nuovo programma in avvio, modalità da verificare | GSE |
Che cos'è il GSE
Il Gestore dei Servizi Energetici è la società pubblica che gestisce gli incentivi e i servizi per le fonti rinnovabili. Per un impianto domestico il GSE interviene in tre momenti: riceve dal distributore di rete i dati dell'impianto (inviati con il Modello Unico), gestisce l'eventuale contratto per l'energia immessa e, se si entra in una comunità energetica, eroga la tariffa premio. Il GSE non installa impianti e non sceglie l'installatore. Come si realizza l'impianto è spiegato nella guida all'impianto fotovoltaico.
Scambio sul posto: è ancora possibile?
No, non per i nuovi impianti. In attuazione del D.Lgs. 199/2021 e con la delibera ARERA 78/2025/R/efr, gli impianti entrati in esercizio dopo il 29 maggio 2025 non possono più accedere allo scambio sul posto. Per quelli entrati in esercizio entro quella data, la domanda andava presentata entro il 26 settembre 2025, come ricordato dal GSE.
Le convenzioni già attive continuano, ma non possono essere rinnovate oltre quindici anni dalla prima sottoscrizione (DL 181/2023 e delibera ARERA 457/2024). Per i contratti giunti a scadenza, il GSE attiva il ritiro dedicato se il titolare non ha scelto un altro operatore (delibera ARERA 457/2024). Chi ha ancora lo scambio sul posto non deve fare nulla finché il GSE non comunica la scadenza. Un successivo provvedimento ARERA completerà le regole di uscita dal meccanismo: conviene seguire le comunicazioni sul sito del GSE.
Ritiro dedicato: come funziona e quanto paga
Con il ritiro dedicato il GSE acquista l'energia che l'impianto immette in rete e la paga ogni mese, al posto di un contratto con un operatore di mercato. Il prezzo di base è il prezzo zonale orario del mercato elettrico. Secondo la pagina del GSE sulla regolazione economica (valido al 14/10/2026):
- la media del prezzo zonale orario per un impianto fotovoltaico è stata di 12,8 c€/kWh nel primo trimestre 2026 e di 11,5 c€/kWh nel 2025;
- il prezzo minimo garantito 2026 è di 4,75 c€/kWh per i primi 1.500.000 kWh annui; vale per gli impianti fotovoltaici non incentivati fino a 1 MW e per quelli incentivati fino a 100 kW;
- se a fine anno il prezzo di mercato ha reso più del minimo garantito, il GSE riconosce un conguaglio, così il produttore ottiene la remunerazione più alta tra le due;
- i corrispettivi sono calcolati su base mensile e pagati due mesi dopo; il pagamento parte quando l'importo netto raggiunge almeno 5 €;
- dall'importo si sottrae un contributo per i costi amministrativi del servizio, il cui importo aggiornato è indicato dal GSE nelle sue FAQ.
I prezzi minimi garantiti sono fissati e aggiornati ogni anno dall'ARERA (scheda ARERA). Il ritiro dedicato non è compatibile con lo scambio sul posto. Per un impianto domestico si attiva di solito già con il Modello Unico, indicando la scelta nella parte prevista.
Quanto vale il ritiro dedicato per una famiglia: esempio
Ipotesi: impianto da 3 kWp che immette in rete 2.500 kWh all'anno. Se il prezzo medio riconosciuto fosse quello del primo trimestre 2026, 12,8 c€/kWh, il ricavo lordo sarebbe di circa 320 €; al prezzo minimo garantito di 4,75 c€/kWh sarebbe di circa 119 €. Il valore reale sta tra questi estremi, dipende dalle ore in cui l'impianto immette (a mezzogiorno il prezzo è spesso più basso della media) e va ridotto del contributo per i costi del GSE. Per confronto, ogni kWh consumato in casa evita un acquisto che in bolletta costa di più. Per questo un impianto ben dimensionato, eventualmente con batteria di accumulo, punta all'autoconsumo. Simulate il vostro caso con il calcolatore fotovoltaico.
Comunità energetiche e autoconsumo diffuso
Il decreto CACER del MASE e il Testo integrato dell'ARERA sull'autoconsumo diffuso (TIAD, delibera 727/2022/R/eel) regolano le configurazioni in cui l'energia prodotta da un impianto viene «condivisa» virtualmente tra più utenti collegati alla rete. Il GSE elenca sette configurazioni; tre possono ottenere la tariffa incentivante: l'autoconsumatore individuale a distanza, il gruppo di autoconsumatori che agiscono collettivamente (per esempio un condominio) e la comunità energetica rinnovabile (CER).
Secondo il GSE (valido al 14/10/2026):
- gli impianti devono avere potenza massima di 1 MW;
- la tariffa premio dura 20 anni dall'entrata in esercizio commerciale dell'impianto;
- può essere richiesta fino al trentesimo giorno successivo al raggiungimento di 5 GW di potenza incentivata e comunque non oltre il 31 dicembre 2027;
- all'energia condivisa si aggiunge un contributo di valorizzazione stabilito dall'ARERA, circa 11 €/MWh nel 2024, valore che si aggiorna ogni anno.
| Potenza dell'impianto | Parte fissa | Parte variabile | Tetto per il fotovoltaico (Sud / Centro / Nord) |
|---|---|---|---|
| fino a 200 kW | 80 €/MWh | 0–40 €/MWh | 120 / 124 / 130 €/MWh |
| 200–600 kW | 70 €/MWh | 0–40 €/MWh | 110 / 114 / 120 €/MWh |
| oltre 600 kW | 60 €/MWh | 0–40 €/MWh | 100 / 104 / 110 €/MWh |
Fonte: pagina GSE corrispettivi e tariffa. La parte variabile cresce quando il prezzo dell'energia scende. La tariffa riguarda solo l'energia condivisa, cioè quella prodotta e consumata nella stessa ora dai membri della configurazione, nell'area della stessa cabina primaria. L'energia immessa resta di proprietà del produttore, che la vende con il ritiro dedicato o sul mercato.
Contributo PNRR. Per impianti in CER o gruppi di autoconsumatori nei Comuni con meno di 50.000 abitanti era previsto un contributo a fondo perduto fino al 40 % dei costi ammissibili, con domande entro il 30 novembre 2025. Il GSE indica che, in attuazione dell'articolo 27 del DL 19/2026, la misura prosegue con un programma di sovvenzione da 795,5 milioni di euro gestito direttamente dal GSE. Modalità e scadenze del nuovo programma vanno verificate sul sito del GSE prima di contarci. Con il contributo in conto capitale la tariffa premio viene ridotta in proporzione.
Una famiglia può entrare in una comunità energetica?
Sì, anche senza impianto proprio: un consumatore può aderire a una CER come semplice membro, se si trova nell'area della stessa cabina primaria degli impianti. Il beneficio economico dipende da come lo statuto della comunità ripartisce la tariffa tra i membri, e di solito per una famiglia è contenuto. Chi ha un tetto può mettere a disposizione il proprio impianto e restare produttore. Prima di aderire conviene leggere statuto, quote, durata dell'impegno e modalità di uscita.
Cosa fare in pratica
- Impianto domestico nuovo sul tetto: Modello Unico al distributore e scelta del ritiro dedicato o di un operatore di mercato.
- Batteria aggiunta su un impianto in RID: comunicazione al GSE entro 60 giorni dall'entrata in esercizio dell'accumulo.
- Interesse per una CER: verificare sulla mappa delle cabine primarie del GSE quali comunità esistono nella vostra zona.
- Kit da balcone: il valore viene soprattutto dall'energia usata in casa, come spiegato nella pagina sul fotovoltaico da balcone.
Per tutte le altre scelte, dalla potenza agli incentivi fiscali, si veda la guida al fotovoltaico per la casa e la pagina sulle detrazioni ristrutturazione 2026. Le fonti di riferimento restano GSE e ARERA: in caso di dubbio prevalgono i loro testi.
Domande frequenti
Lo scambio sul posto esiste ancora nel 2026?
Solo per le convenzioni già attive. I nuovi impianti non possono più accedervi: potevano chiederlo, entro il 26 settembre 2025, solo quelli entrati in esercizio entro il 29 maggio 2025. Le convenzioni esistenti non possono superare quindici anni dalla prima sottoscrizione; alla scadenza il GSE attiva il ritiro dedicato.
Quanto paga il GSE per l'energia immessa nel 2026?
Con il ritiro dedicato il GSE paga il prezzo zonale orario, con un minimo garantito di 4,75 centesimi al kWh nel 2026 per i primi 1.500.000 kWh annui degli impianti fotovoltaici non incentivati fino a 1 MW. Nel primo trimestre 2026 la media del prezzo zonale per il fotovoltaico è stata di 12,8 centesimi al kWh.
Come si attiva il ritiro dedicato?
Per gli impianti fotovoltaici fino a 200 kW realizzati con il Modello Unico, la scelta si indica nella procedura gestita dal distributore di rete, che trasmette i dati al GSE. In alternativa si presenta richiesta sul portale del GSE. Il contratto non è compatibile con lo scambio sul posto e prevede un contributo per i costi amministrativi.
Fino a quando si può chiedere la tariffa per le comunità energetiche?
Secondo il GSE, la tariffa premio per comunità energetiche, gruppi di autoconsumatori e autoconsumo a distanza può essere richiesta fino al trentesimo giorno dopo il raggiungimento di 5 GW di potenza incentivata, e comunque non oltre il 31 dicembre 2027. Dura 20 anni dall'entrata in esercizio dell'impianto.
Il contributo PNRR del 40 % per le CER si può ancora chiedere?
Le domande del bando originario, per impianti nei Comuni sotto 50.000 abitanti, sono scadute il 30 novembre 2025. Il GSE indica un nuovo programma di sovvenzione da 795,5 milioni di euro in attuazione del DL 19/2026. Modalità e scadenze vanno verificate sul sito del GSE prima di pianificare l'investimento.